Associazione PalatiFini

L’Associazione nasce circa 10 anni fa da un gruppo di amici appassionati della gastronomia e dell’arte del bien vivre.

L’Associazione organizza incontri ed eventi culturali e gastronomici improntati alla qualità della vita e allo stare bene. Pubblica la Rivista PalatiFini con cadenza trimestrale, specializzata in gastronomia, curiosità, idee nuove, associazionismo ed eventi della gastronomia e dell’arte.

Fortemente radicata a Genova e in Liguria, con l’ideazione e la realizzazione del Primo Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio, l’Associazione si pone l’obiettivo culturale e promozionale di realizzare la prima esperienza di un evento forte, originale e di grande proiezione verso il futuro. Un evento che racconta ed esalta le qualità di un territorio antico.

comitato organizzativosara e irene

L’Organizzazione del Campionato

L’organizzazione nasce dalla collaborazione di professionalità diverse provenienti dalle aree del marketing territoriale, della grafica e comunicazione, della gastronomia e storia delle tradizioni: Roberto Panizza, Sergio Di Paolo, Sara Di Paolo, Mauro Cavallero, Maria Irene Sassi e Gianni Arimondo.

Pesto Ambasciatore di Liguria: Il Marketing Territoriale

Il marketing territoriale è la capacità di una città o un’area geografica di diventare sempre più attrattivi per le imprese e per le persone. E’ l’unica vera possibilità di sviluppo in un mondo sempre più competitivo e in grado di offrire suggestioni e incentivi di ogni tipo. Per fare marketing del territorio bisogna saper fare tre cose: proteggere la diversità, promuovere la diversità e rendere accessibile la diversità.

Proteggere la diversità significa conoscere e amare la tradizione dove questa fa cultura, dove è sedimento di saperi, di storia e di modo di vivere. Significa non accettare l’omologazione. Ma la difesa della “diversità” senza la sua “promozione” significa isolamento, snobismo. Comunque l’incapacità di cogliere le opportunità in un mondo sempre più curioso e attento. C’è voluto il 2004 per scoprire che Genova è “anche” una città d’arte. Per decenni – per in non genovesi naturalmente – Genova era semplicemente un “postaccio“: porto, industria, grigio, vicoli maleodoranti. Terzo fattore di successo è “rendere accessibile la diversità” cioè fare in modo che ci si possa accostare e qui si intende dal parcheggio, all’ospitalità, all’informazione, alla stimolazione di esperienze nuove come per esempio … fare il pesto con il mortaio.

Organizzare questo campionato è stata una sfida, interessante e complessa al contempo. E’ stato difficile soprattutto fare capire che la manifestazione è rivolta, indirizzata, destinata al mondo. Tutto intero! Dietro il pesto, se saremo capaci, c’è la storia, c’è l’arte, c’è la qualità della vita. C’è una economia nuova e una speranza in più di futuro. Altri si sono preoccupati: “E se vince uno che viene da fuori?”. A questi abbiamo risposto che il Pesto è una salsa salutare, naturale e “democratica”. Tutti ne hanno diritto. Sul piano quantitativo il nostro territorio di piccole fasce e serre non potrà mai battersi con i grandi produttori mondiali. Ma, come l’aceto balsamico di Modena prodotto dalla grande industria, non ha distrutto la produzione locale, al contrario, finalmente l’ha promossa, così accadrà – sta già accadendo – con il Pesto prodotto in Liguria e nei nostri ristoranti. La piccola e media impresa di qualità del modenese oggi prospera. Sarà così anche per il Pesto: dopo le prime abbuffate i palati diventano fini e quindi i nostri prodotti vincono.

Il Marchio e l’immagine coordinata

Logo Pesto ChampionshipIl pesto ha due nuovi colori: l’oro e il nero, che si uniscono al tradizionale verde. I colori del marchio del Campionato diventano il simbolo di questo nuovo linguaggio, che unisce la tradizione – rappresentata dal verde e dal mortaio – , la scritta “pesto” in oro – perché l’oro è il colore di chi vince – e l’aggressività del nero – che dà modernità ed eleganza al segno grafico.

Il marchio diventa una specie di timbro, quasi a simboleggiare la stessa manualità con cui si usa il pestello nel mortaio, così l’essenza di questo Campionato Mondiale è sancita dal segno che viene apposto su tutti gli strumenti e che ribadisce la chiara volontà di rendere sempre viva ed attuale questa nobile salsa. L’elemento grafico è molto essenziale, ai fini di una facile memorizzazione; il logotipo è gestuale, con una sottolineatura che ne aumenta l’importanza. Tutti gli elementi concorrono a concentrare l’attenzione visiva al centro del marchio, dove campeggia la scritta “pesto” in rilievo e oro.